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작성일 : 18-10-19 08:50
문재인 대통령의『로세르바토레 로마노』특별 기고문
 글쓴이 : 관리자
조회 : 2,433  
“교황 성하의 축복으로 평화의 길을 열었습니다” (2018.10.17.)

한-교황청 수교 55주년을 맞아 교황청을 방문하게 된 것을 매우 뜻깊게 생각합니다. 그동안 교황청이 한반도의 평화를 강력하게 지지해주신 것에 대해 대한민국 국민들을 대신하여 깊이 감사드립니다.

예수의 삶에서 민주주의는 시작되었습니다. 예수님은 높은 곳을 버리고 지극히 낮은 곳으로 오셨습니다. 가난한 이들, 힘없고 아프고 소외된 이들과 함께하셨습니다. 예수님 곁에서는 지위 고하, 빈부와 남녀의 차이를 불문하고 사람으로서 똑같이 존엄했습니다.

가톨릭은 하느님 앞에 모든 사람이 평등하다는 교리를 가지고 한국에 왔습니다. 사람은 하느님의 형상을 따라 창조되었으므로 모두가 똑같이 존엄하다는 가톨릭의 인간관이 신분사회에 속해있던 한국을 깨어나게 했습니다. 이러한 신념을 지키기 위해 많은 한국인들이 순교했습니다.

한국은 가톨릭 국가가 아니지만 ‘성경’을 통해 민주주의를 익히고 불의와 맞서는 용기를 얻었습니다. 군사독재시절 한국의 ‘성당’은 민주주의의 성지였고, 피난처였습니다.

많은 사제들이 ‘가톨릭 사회교리’에 따라 민주화 운동에 함께했습니다. 평신도들도 “세상 가운데 있는 교회의 사람이요, 교회 안에 사는 세상의 사람”으로서 예수님의 삶처럼 정의와 평화, 사랑의 구현에 충실하고자 노력했습니다. 그것이 한국에서 가톨릭이 존경받는 이유입니다.   

한국 가톨릭은 불의한 국가폭력에 맞섰지만 끝까지 평화를 옹호했습니다. 민주주의는 궁극적으로 인간의 존엄을 회복하는 길이며, 그 길은 평화적이어야 한다는 점을 끊임없이 일깨워주었습니다. 2017년 추운 겨울의 그 아름답고 평화로웠던 촛불혁명의 정신에 그 가르침이 있었습니다.

2018년 한반도 평화를 위한 우리 국민의 여정에서 교황 성하의 기도와 축복은 큰 격려와 희망이 되었습니다. 나는 한반도의 평화와 번영의 새 시대를 열기 위한 전인미답의 길을 걸어가는 동안 화해와 평화를 위한 “만남의 외교”를 강조하신 교황 성하의 메시지를 항상 기억했습니다.

나와 북한의 김정은 위원장은 지난 달 평양에서 역사적인 ‘9월 평양공동선언’을 채택했습니다. 남·북한은 군사적 대결을 끝내기로 결정했습니다. 미국과 북한도 70년의 적대를 끝내고 마주 앉았습니다. 북한은 핵실험과 미사일 도발을 더 이상 하지 않게 되었고 한미 양국도 대규모 연합훈련을 중단했습니다. 만남과 대화가 이룬 결과입니다.

예수님은 증오를 없애고 화해를 낳기 위해 희생하셨습니다. 그리고 평화로 부활하셨습니다. 부활 후 제자들에게 “평화가 함께하길”이라고 말씀하셨습니다. 그동안 남북이 만나고, 북미가 대화하기까지 많은 희생이 있었습니다. 이제 우리는 분단과 대결을 평화를 통해 번영으로 부활시킬 것입니다.

지난 9월의 평양 방문 때 한국 가톨릭을 대표하여 김희중 대주교께서 함께 가셨습니다. 남·북한 가톨릭 간의 교류를 위해서입니다. 교황청에서도 각별한 관심과 지원을 기울여 주시기를 바랍니다. 나아가 교황청과 북한의 교류도 더욱 활성화되기를 기대합니다. 

남북의 진정한 화해와 협력, 항구적 평화는 정치와 제도가 만들어낸 변화 이상이 필요합니다. 단지 경제적 이익을 나누는 것만이 아니라 서로가 형제처럼 아끼는 마음이 필요합니다.

나는 지난 9월 ‘사람중심’의 국정철학을 기반으로 ‘포용국가’를 선언했습니다. 프란치스코 교황 성하의 “공동선과 진보와 발전을 단순히 경제적 개념으로서가 아니라, 궁극적으로는 사람을 중심으로 이해해야 한다”라는 말씀에 깊이 공감하고 있습니다.

가톨릭은 폭력과 혐오, 차별과 착취, 무관심과 무관용, 불평등과 소외를 극복하기 위해 노력해 왔습니다. 물질문명과 무한경쟁사회의 한 줄기 빛으로, 시대의 아픔을 포용하는 힘과 지혜를 가지고 있습니다. 가톨릭은 예수가 이루고자 했던 사회가 무엇인가를 고민하고 실천하고 있습니다. 포용을 추구하는 한반도의 든든한 동반자가 되어줄 것이라 믿습니다.

나와 우리 국민은 “모든 갈등에 있어 대화만이 유일한 해결책”이라는 교황 성하의 말씀을 마음에 깊이 새깁니다. 민주주의와 한반도의 항구적 평화, 포용국가를 향해 굳건히 나아갈 것입니다. 그 길에 교황 성하의 축복과 교황청의 기도가 언제나 함께하기를 바랍니다.


La via della pace
 

Sono lieto di incontrare il Santo Padre nel cinquantacinquesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Corea e la Santa Sede. Insieme al popolo della Repubblica di Corea esprimo il mio profondo sentimento di gratitudine per il solido e fermo sostegno manifestato da Papa Francesco a favore della pace nella penisola coreana. La democrazia trova il suo vero spirito nella vita e negli insegnamenti di Gesù, che si è degnato di abbassarsi dall’alto fino a noi. Egli visse insieme ai poveri, agli emarginati, ai senza potere e agli ammalati. Per Gesù tutte le persone godevano della stessa dignità, indipendentemente dalla loro posizione sociale o dal loro status: ricchi e poveri, uomini e donne.

Il cattolicesimo si affermò in Corea con l’insegnamento che tutte le persone erano uguali in dignità, poiché create a immagine di Dio. Questa antropologia della Chiesa cattolica risvegliò la Corea, il cui sistema sociale era allora fondato sulle caste. Attenendosi fedelmente a questo credo, molti coreani sono stati martirizzati. Anche se il cattolicesimo non era la religione di stato, dalla sacra Scrittura il popolo coreano ha appreso la direzione che la vera democrazia deve percorrere e ha trovato il coraggio di affrontare l’ingiustizia. Durante il periodo della dittatura militare le chiese cattoliche in Corea erano anche santuari e rifugi della democrazia.

Molti sacerdoti si sono impegnati nei movimenti per la democratizzazione, in conformità con la dottrina sociale della Chiesa. I fedeli laici, a loro volta, come uomini e donne della Chiesa nel mondo, ispirati dall’esempio di Gesù, si sono dedicati alla realizzazione della giustizia, della pace e dell’amore. Questo è uno dei motivi per cui la Chiesa cattolica gode di rispetto in Corea. Mentre affrontava la violenza perpetrata dallo stato, la Chiesa in Corea è riuscita a conservare la pace e, in questo modo, ha continuato a ricordarci che la democrazia è essenzialmente la via per il recupero della dignità umana e che quella via deve essere pacifica. Questo  insegnamento è stato lo spirito della “rivoluzione delle candele”, bella e pacifica, che ha avuto luogo nel freddo inverno del 2017.

Negli ultimi mesi la preghiera e la benedizione del Santo Padre hanno dato grande incoraggiamento e speranza al popolo coreano nel suo cammino verso la pace. Ho sempre ricordato i messaggi papali che mettevano in evidenza la diplomazia dell’incontro per la riconciliazione, proprio al fine di avviare una nuova era di pace e di prosperità nella penisola coreana.

Io e Kim Jong-un, presidente della commissione degli affari di stato della Repubblica Popolare Democratica di Corea, il mese scorso abbiamo annunciato congiuntamente la storica «Dichiarazione di Pyongyang di settembre». La Corea del Sud e quella del Nord hanno deciso di porre fine al confronto militare. Gli Stati Uniti d’America e la Corea del Nord si sono seduti faccia a faccia, mettendo fine a un’ostilità durata settant’anni. La Corea del Nord ha cessato i test nucleari e missilistici. Inoltre la Corea del Sud e gli Stati Uniti d’America hanno interrotto le esercitazioni militari su larga scala. Sono questi i frutti dell’incontro e del dialogo.

Gesù si è sacrificato per eliminare l’odio, generando la riconciliazione, ed è risuscitato nella pace. Dopo la sua risurrezione, disse ai suoi discepoli «pace a voi» (Giovanni 20, 19). Fino a questi giorni, quando si sono svolti gli incontri tra la Corea del Sud e quella del Nord e si è aperto il dialogo tra quest’ultima e gli Stati Uniti d’America, nel corso della storia ci sono stati molti sacrifici. Ma ora è giunto il momento in cui possiamo trasformare la separazione e il confronto in prosperità, per mezzo della pace.

In occasione della mia visita a Pyongyang nel settembre scorso, anche monsignor Hyginus Kim Heejong, arcivescovo di Gwangju, vi si è recato, in qualità di rappresentante della Chiesa cattolica in Corea, per favorire le relazioni tra la Chiesa nel Sud e quella nel Nord. A questo proposito, sono grato alla Santa Sede per la speciale attenzione e per il sostegno garantiti affinché tali relazioni possano svilupparsi ulteriormente. Inoltre, auspico che anche i rapporti tra la Santa Sede e la Corea del Nord possano rivitalizzarsi. 

Per realizzare la vera riconciliazione e cooperazione, e anche la pace permanente tra la Corea del Sud e quella del Nord, occorre qualcosa che vada al di là dei cambiamenti operati dalla politica e dal sistema. È necessario inoltre un cuore che ci tenga uniti, gli uni agli altri, come fratelli, non soltanto per la condivisione dei profitti economici.

Nel settembre scorso ho dichiarato, sulla base della mia filosofia governativa che mette al centro il bene della persona, che la Repubblica di Corea deve diventare una “nazione dell’inclusione”. Al riguardo concordo profondamente con le parole di Papa Francesco pronunciate il 14 agosto 2014 incontrando le autorità durante la visita nella Repubblica di Corea: «Il bene comune, il progresso e lo sviluppo devono in definitiva essere non solo di carattere economico ma anche umano». La Chiesa cattolica si è impegnata e si impegna per superare la violenza e l’odio, la discriminazione e lo sfruttamento, l’indifferenza e l’intolleranza, la disuguaglianza e l’emarginazione. Essa, poi, ha la forza e la sapienza che possono lenire il dolore dei tempi, come un raggio di sole nella società buia del materialismo e della competizione illimitata. Essa riflette seriamente su quale tipo di società Gesù desiderasse e si adopera per realizzarla. Credo che la Chiesa cattolica sostenga sempre, con fermezza, una politica dell’inclusione nella penisola coreana.

Io e il popolo coreano portiamo nel cuore le parole che Papa Francesco ha pronunciato all’Angelus del 1° settembre 2013: «La cultura dell’incontro, la cultura del dialogo, questa è l’unica strada per la pace». Noi perseguiremo risolutamente la realizzazione della democrazia, della pace permanente nella penisola coreana e la costruzione di un paese dell’inclusione. Auspico che la benedizione del Santo Padre e la preghiera dei suoi collaboratori accompagnino sempre il cammino del popolo coreano.

 
   
 

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